Seldon

Il nuovo Prog Rock Italiano
Seldon Il nuovo Prog Rock Italiano Firenze Musiqua
Luogo:
Firenze, Toscana
Cachet:
€ 500 - 2000
Telefono:
non disponibile
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Musicisti:
Marco Baroncini , Voce e Tastiere
Francesco Bottai , Chitarre
Carlo Sciannameo , Basso
Marco Barsanti , Batteria
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Hari Seldon, il matematico inventore di una scienza che prevede il futuro delle generazioni umane, la cosiddetta "psicostoria" nato dalla mente dello scrittore Isaac Asimov, non ha mai scritto musica n tanto meno canzoni.
Marco Baroncini, cantante e tastierista fiorentino, dopo una serie di esperienze (tra cui gli Eszterhazy, Avec La Nuit, Cani Poliziotti e Macchina Ossuta), decide nel 2008 di dare vita ai Seldon insieme agli ex compagni di avventura della Macchina Ossuta. Con Francesco Bottai (chitarre), Cristiano Bottai (batteria) e Carlo Sciannameo (basso), Marco registra 10 canzoni in cui proprio il tempo e il suo rapporto con l'umanit ad unire le canzoni quasi a formare un concept.
Passato e presente uniti in un continuum in cui echi della migliore stagione progressive italiana ('Secoli', 'E guerra sia') si coniugano ad una vena cantautorale che aveva reso famosa l'etichetta Cramps.
Pessimismo misto a una cinica ma altrettanto lucida visione delle inquietudini di una societ incapace di migliorare e riconoscere i propri errori ed orrori, questo il terreno visivo in cui si muovono i Seldon, tra ritmi sostenuti (l'incalzante 'Dare/Avere), alla eterea 'Vedo lo Spazio' nella quale possibile riconoscere l'ammirazione per i
Van Der Graaf Generator e per le melodie di Peter Hammill.
Marco Baroncini, come il suo alter ego Seldon, attraversa lo spazio ed il tempo, con la confidenza del musicista consumato, la cui voce potente e in grado di sostenere le parole dure e sprezzanti che animano la title track e la conclusiva e fintamente "leggera" 'Come aver piet'.
'Tutto A Memoria' un esordio maturo che non teme i paragoni con la tradizione rock progressive italiana e che anzi getta il seme di una nuova possibile stagione in cui parole e musica possono di nuovo trovare nel rock il linguaggio perfetto per raccontare le inquietudini e le fragili speranze di questo terzo millennio appena iniziato.